Come si presenta una scheda del donatore
La scheda raccoglie in un'unica schermata i dati di contatto, il consenso alle comunicazioni, la fonte attraverso cui il sostenitore è arrivato all'organizzazione (un evento, una segnalazione, una campagna online) e l'elenco completo degli importi ricevuti, con data e modalità di pagamento. Sotto si trova lo storico delle comunicazioni: quale rendiconto è stato inviato, a quale evento ha partecipato, quale ringraziamento ha ricevuto. Così, quando prepara la campagna di fine anno, non invia più lo stesso messaggio a tutti: sa chi dona da cinque anni, chi ha donato una sola volta e chi si è fermato tre mesi fa.
Donazioni ricorrenti monitorate automaticamente
Le donazioni ricorrenti sono la fonte di entrate più stabile di un'ONG e, paradossalmente, la meno monitorata: un ordine permanente si interrompe e l'organizzazione se ne accorge dopo sei mesi. In 4ong ogni donazione ricorrente riporta importo, frequenza e data prevista della successiva. Quando un pagamento atteso non arriva, la piattaforma lo segnala, così Lei può telefonare o scrivere al sostenitore prima che il rapporto si raffreddi. Il rapporto mensile mostra quanti sostenitori ricorrenti ha, quale quota delle entrate totali rappresentano e come si presenta il Suo tasso di fidelizzazione.
Ricevute e attestazioni di donazione
Dalla scheda del donatore si genera la ricevuta di donazione e, su richiesta, l'attestazione annuale con il totale ricevuto: il documento che molti sostenitori chiedono per la propria documentazione personale. Poiché lo storico si conserva di anno in anno, Lei sa esattamente chi ricontattare, invece di ricostruire ogni volta l'elenco da zero.
Protezione dei dati dei sostenitori
I dati dei donatori sono dati personali e, in molte organizzazioni, oggi circolano come allegati di posta elettronica. 4ong li conserva in un unico luogo, con accesso basato sui ruoli: il volontario che prepara un evento non vede gli importi, il commercialista vede i movimenti contabili e il consiglio direttivo vede i rapporti aggregati. I dati sono ospitati nell'Unione Europea e il consenso alle comunicazioni è registrato sulla scheda, con data e canale: esattamente ciò che il GDPR chiede di poter dimostrare.